Ia sua Economia
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Vicenza e la sua provincia hanno saputo creare un
grande patrimonio di lavoro e ingegno, espressione di
un senso dell'impresa che vede nella piccola e media
industria la spina dorsale del suo sistema produttivo.
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- Agricoltura
- Artigianato
- Oreficeria
- Ceramica
- Industria
Nel settore agricolo il progresso delle tecniche e lo
sviluppo degli altri comparti produttivi hanno determinato un notevolissimo salto di qualità. Soprattutto negli ultimi anni sono stati raggiunti nel Vicentino risultati
di indubbio livello, principalmente per l'allevamento
del bestiame, per le produzioni lattiero-casearie, per la
coltivatione della vite e della soia; è crescente l'affermazione dei formaggi vicentini tipici e dei vini D.O.C.
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Numerosissime le imprese artigiane, disseminate nei
vari centri del territorio vicentino; rinomate le produzioni di oggetti di oreficeria, di argenteria, oggetti in rame,
in ferro battuto; ceramiche artistiche, classiche e moderne; mobili in stile antico lavorati a mano.
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La lavorazione dell'oro fa di Vicenza il maggior centro
europeo e mondiale del settore. Sono impegnati nell'attività orafa oltre 700 aziende che lavorano ogni giorno quintali del prezioso metallo per bracciali, collane, anelli, orologi, spille. Si tratta per lo più di articoli
di disegno moderno, ma non mancano le "botteghe"
che rinnovano lo splendore e la tradizione dell'oreficeria dei secoli passati.
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Anche la ceramica può contare su di un numero elevato di aziende artigiane che producono articoli ispirati a
modelli del XVIII e XIX sec. o propongono i nuovi termini del moderno design. I prodotti ceramici di Bassano
e Nove sono largamente conosciuti in tutto il mondo
per eleganza, originaiità delle forme ed eccezionale
cromatismo.
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Specifiche condizioni naturali hanno favorito il nascere
e lo svilupparsi dell'industria. Già agli inizi del XIX sec.
sorsero in territorio vicentino i primi complessi con caratteristiche industriali che lavoravano la lana fornita
dalle greggi dell'Altopiano, sfruttando l'abbondante
disponibilità di acque.
Grazie alle capacità imprenditoriali e alla laboriosità
della gente, le imprese si svilupparono rapidamente,
tanto che agli inizi del XX sec. già occupavano migliaia
di addetti e facevano di Vicenza un polo primario per
l'industria tessile. Nel secondo dopoguerra si determinò
una progressiva perdita di rilevanza del settore laniero nel contesto economico generale; i miglioramenti tecnologici hanno mantenuto, tuttavia, le aziende vicentine su posizioni di avanguardia,
dal progressivo affermarsi dei settori collatetali del vestiario e della maglieria. Oggi la grande zona tessile vicentina costituisce il maggior polo europeo del settore.
Accanto ai comparti sopraccennati, enormi sono stati lo
sviluppo e l'affermazione di altri settori, in particolare
dell'industria metalmeccanica. Il "made in Vicenza"
va dalle minuterie metalliche alle grandi macchine per la lavorazione
del legno, ferro, plastica, alle apparecchiature
elettriche, ai servomeccanismi elettronici, con significativi
incrementi nel sistema moda e nell'edilizia oltre ad un
irrobustimento dei settori innovativi del comparto
elettronico e dell'automazione industriale che fa di Vicenza la 'Silicon Valley" italiana. Da ricordare che a Vicenza è nato
Fedenco Faggin inventore del "chip".
Enorme lo sviluppo dell'industria della concia lungo le
vallate del Chiampo e dell'Agno, a cui è corrisposto l'avvio della produzione calzaturiera, di quella delle pelletterie e delle confezioni in cuoio. L'economia vicentina risula quindi caratterizzata da grande diversificazione e da
notevole dinamismo interno che hanno portato Vicenza
ad essere la prima provincia nel Veneto e tra le prime in
Italia per il volume delle esportazioni.
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