Ia sua Economia



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Vicenza e la sua provincia hanno saputo creare un grande patrimonio di lavoro e ingegno, espressione di un senso dell'impresa che vede nella piccola e media industria la spina dorsale del suo sistema produttivo.

Sommario

  1. Agricoltura
  2. Artigianato
  3. Oreficeria
  4. Ceramica
  5. Industria

Agricoltura

Nel settore agricolo il progresso delle tecniche e lo sviluppo degli altri comparti produttivi hanno determinato un notevolissimo salto di qualità. Soprattutto negli ultimi anni sono stati raggiunti nel Vicentino risultati di indubbio livello, principalmente per l'allevamento del bestiame, per le produzioni lattiero-casearie, per la coltivatione della vite e della soia; è crescente l'affermazione dei formaggi vicentini tipici e dei vini D.O.C.

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Artigianato

Numerosissime le imprese artigiane, disseminate nei vari centri del territorio vicentino; rinomate le produzioni di oggetti di oreficeria, di argenteria, oggetti in rame, in ferro battuto; ceramiche artistiche, classiche e moderne; mobili in stile antico lavorati a mano.

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Oreficeria

La lavorazione dell'oro fa di Vicenza il maggior centro europeo e mondiale del settore. Sono impegnati nell'attività orafa oltre 700 aziende che lavorano ogni giorno quintali del prezioso metallo per bracciali, collane, anelli, orologi, spille. Si tratta per lo più di articoli di disegno moderno, ma non mancano le "botteghe" che rinnovano lo splendore e la tradizione dell'oreficeria dei secoli passati.

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Ceramica

Anche la ceramica può contare su di un numero elevato di aziende artigiane che producono articoli ispirati a modelli del XVIII e XIX sec. o propongono i nuovi termini del moderno design. I prodotti ceramici di Bassano e Nove sono largamente conosciuti in tutto il mondo per eleganza, originaiità delle forme ed eccezionale cromatismo.

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Industria

Specifiche condizioni naturali hanno favorito il nascere e lo svilupparsi dell'industria. Già agli inizi del XIX sec. sorsero in territorio vicentino i primi complessi con caratteristiche industriali che lavoravano la lana fornita dalle greggi dell'Altopiano, sfruttando l'abbondante disponibilità di acque. Grazie alle capacità imprenditoriali e alla laboriosità della gente, le imprese si svilupparono rapidamente, tanto che agli inizi del XX sec. già occupavano migliaia di addetti e facevano di Vicenza un polo primario per l'industria tessile. Nel secondo dopoguerra si determinò una progressiva perdita di rilevanza del settore laniero nel contesto economico generale; i miglioramenti tecnologici hanno mantenuto, tuttavia, le aziende vicentine su posizioni di avanguardia, dal progressivo affermarsi dei settori collatetali del vestiario e della maglieria. Oggi la grande zona tessile vicentina costituisce il maggior polo europeo del settore. Accanto ai comparti sopraccennati, enormi sono stati lo sviluppo e l'affermazione di altri settori, in particolare dell'industria metalmeccanica. Il "made in Vicenza" va dalle minuterie metalliche alle grandi macchine per la lavorazione del legno, ferro, plastica, alle apparecchiature elettriche, ai servomeccanismi elettronici, con significativi incrementi nel sistema moda e nell'edilizia oltre ad un irrobustimento dei settori innovativi del comparto elettronico e dell'automazione industriale che fa di Vicenza la 'Silicon Valley" italiana. Da ricordare che a Vicenza è nato Fedenco Faggin inventore del "chip". Enorme lo sviluppo dell'industria della concia lungo le vallate del Chiampo e dell'Agno, a cui è corrisposto l'avvio della produzione calzaturiera, di quella delle pelletterie e delle confezioni in cuoio. L'economia vicentina risula quindi caratterizzata da grande diversificazione e da notevole dinamismo interno che hanno portato Vicenza ad essere la prima provincia nel Veneto e tra le prime in Italia per il volume delle esportazioni.

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