Storia e Arte



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Sommario

  1. Vicenza Romana
  2. Vicenza Medioevale
  3. Piazza dei Signori
  4. Visitatori a Vicenza
  5. Corso Palladio
  6. Via Porti
  7. Teatro Olimpico
  8. S.Corona
  9. Basilica di Monte Berico
  10. La Rotonda

Vicenza Romana

Vicenza ha origini assai antiche; abitata da popolazioni paleovenete fu Municipium romano col nome Vicetia, sviluppandosi lungo la Postumia (49 a.C.). Nel periodo dell'impero, la città si arricchì di templi, di un acquedotto,
di ville e di un grande teatro.
Della romana Vicetia, restano le sue strade che si intersecano tra il cardo e il decumano (le attuali Contrà del Monte e Contrà Porti e il Corso Palladio), le sue piazze, i ponti Furo e delle Barche, il Criptoportico di una villa sul fiume, la zona archeologica sotto la Cattedrale, i mosaici pavimentali ritrovati in Piazza Biade.
Resti del teatro di Berga e del'acquedotto di Lobia a nord della città.
Il diffondersi del cristianesimo arricchì Vicenza di splendidi monumenti: la grandiosa basilica dei SS. Felice e Fortunato, la chiesa d S. Giorgio in Gogna e, in piena campagna l'abbazia di S. Agostino.

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Vicenza Medioevale

Devastata dai barbari e quasi distrutta dal terribile Attila, la città fu sede di un ducato al tempo dei Longobardi e di una contea sotto i Franchi. Carlo Magno stesso fu tra i visitatori del monastero di S. Felice. Intorno al Mille cominciarono a governare Vicenza i vescovi imperiali. La loro tirannide esasperò i vicentini che si ribellarono e scacciarono gli oppressori; ebbe cosi inizio per la città la vita del libero Comune (1164) e un grande fervore edilizio ne segnò lo sviluppo.
Chi guarda ancora oggi la città dal P.le della Vittoria a Monte Berico,la vede racchiusa tra le sue medioevali mura, per lunghi tratti tuttora ben conservate, attraversata dai suoi due fiumi Bacchiglione e Retrone, con la grande macchia verde di Campo Marzo che la separa dal colle e il parco Querini dalle moderne costruzioni. Il cuore di Vicenza è dominato dalle masse imponenti della Basilica palladiana e della Cattedrale, che con le sue verdi cupole sembrano aprirsi un varco tra la distesa dei tetti rossi delle case, delle chiese e dei palazzi.

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Piazza dei Signori

Piazza dei Signori come noi ora la vediamo, è il frutto di molti secoli di storia che hanno lasciato la loro incancellabile impronta. Sull'angolo meridionale si alza la Torre di Piazza, un tempo appartenuta alla famiglia Bissari poi del Comune che vi installò, fin dal XIV secolo, il primo orologio meccanico ad uso pubblico. Si affianca la marmorea Basilica (1549), o palazzo della Ragione, splendida costruzione-capolavoro di A. Palladio, il grande architetto che fece di Vicenza una delle più belle città italiane del Rinascimento. Sull'altro lato della piazza la possente Loggia del Capitaniato (1571), pure del Palladio, e la lunga facciata del Monte di pietà, un tempo interamente affrescata. Completano il fascino di questa superba piazza le due eleganti colonne del Redentore e di S. Marco che ricordano l'Atto di Dedizione della città a Venezia (1404). Dal Peronio (l'insieme delle Piazze dei Signori, delle Biade, delle Erbe) partono a forma di stella le strade, lievemente curve, a seguire l'andamento del terreno e dei fiumi. Sono queste curve con le prospettiche facciate dei palazzi che danno alla città l'aspetto di una grande scena di teatro, lo stesso che si può ammirare nelle scene fisse dell'Olimpico modellate dallo Scamozzi a loro immagine o nella pianta del 1580 nota come Pianta Angelica.

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Visitatori a Vicenza

Queste stesse strade sono state, in epoche diverse, percorse da uomini illustri in veste di turisti e visitatori. Per Vicenza passò Michel de Montaigne definendola "piena di palazzi gentilizi" (1580); l'architetto inglese Inigo Jones (1613) gira la città e i dintorni e annota le sue osservazioni di uomo di mestiere, esportando nel suo paese i moduli palladiani che tanta fortuna hanno incontrato in Europa e in America; W. Goethe non sa trattenere la sua ammirazione per il teatro Olimpico che definisce "indicibilmente bello (1786); molti "gli americani in vacanza a Vicenza" (per usare un'espressione di G.Parise): fra tutti Dos Passos ed Hemingway che nella terra Vicentina rimasero per un breve periodo tra il 1917 e il 1918. Lungo le vie principali e nelle strade più modeste, dovunque a Vicenza, sorgono magnifici palazzi. Nessun'altra città forse può vantare di possedere tanti artistici edifici a dimostrazione di quanto grande sia stato sempre l'amore per la bella casa o, come lo chiamano i vicentini stessi, il "mal della pietra".

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Corso Palladio

Al più elegante gotico fiorito appartengono il Palazzo Braschi Brunello e il Palazzo da Schio detto la Cà d'Oro, al rinascimento la casa Cogollo del Palladio e il Palazzo Trissino ora Municipio, di V.Scamozzi, al Settecento il Palazzo Zileri di O.Calderari, tutti su Corso Palladio. L'inizio della via più' importante della città è segnato da Palazzo Bonin Thiene Longare e dal frammento di Palazzo Chiericati ora Museo Civico con la sua ricca Pinacoteca impreziosita di opere di Tintoretto, Veronese, Tiepolo e dei fiamminghi Memling e Van Dick.

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Via Porti

Via Porti, che ha come sfondo prospettico la Basilica di Piazza dei Signori, allinea alcune delle più belle dimore del gotico di terraferma tra le quali Palazzo Colleoni Porto e Porto Breganze; su Corso Fogazzaro, antica contrada del Pozzo Rosso, la splendida dimora dei Valmarana, opera del Palladio e quella Repeta di F.Muttoni, ora Banca d'Italia.

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Teatro Olimpico

Ricchissima un tempo di teatri, Vicenza ha conservato quello che viene definito il più celebre del mondo: l'Olimpico (1580). I Gonzaga di Mantova lo utilizzarono come modello per la loro sala degli spettacoli nella reggia di Sabbioneta e Napoleone espresse la sua meraviglia affermando di trovarsi in Grecia.

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S. Corona

Ineguagliabile è il patrimonio artistico delle chiese vicentine: nel tempio gotico di S. Corona è possibile ammirare il capolavoro di G.B. Bellini il "Battesimo di Cristo" , "L'adorazione dei Magi", di P.Veronese e l'incantevole visione di Vicenza, opera del Fogolino, nella predella della Madonna delle Stelle. Di notevole interesse anche il complesso dei restaurati chiostri di S.Corona. Veri scrigni delle scuole pittoriche vicentine sono gli oratori di S. Nicola, di S. Chiara e delle Zitelle. E' ricca di storia e di reperti archeologici la Cattedrale così come il tempio gotico di S.Lorenzo.

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Basilica di Monte Berico

La Basilica di Monte Berico, costruita sul luogo delle apparizioni della Madonna a Vincenza Pasini, durante la pestilenza del 1426/1428, è visitata ogni anno da milioni di pellegrini.

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La Rotonda

Nelle vicinanze della città, sopra un colle o nella pianura, i nobili vicentini alzarono alcune fra le più belle ville del Veneto: la Valmarana ai Nani decorata da Giambattista e Giandomenico Tiepolo e la celeberrima Rotonda del Palladio. Diceva uno scrittore:- Più che villa, la Rotonda ha la grandiosità d'un tempio eretto alla natura, all'arte, alla bellezza, da quel "vicentino" che fu giustamente chiamato "il principe degli architetti"-.

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