Storia e Arte
[Pagina Precedente]
Sommario
- Vicenza Romana
- Vicenza Medioevale
- Piazza dei Signori
- Visitatori a Vicenza
- Corso Palladio
- Via Porti
- Teatro Olimpico
- S.Corona
- Basilica di Monte Berico
- La Rotonda
Vicenza ha origini assai antiche; abitata da popolazioni
paleovenete fu Municipium romano col nome Vicetia,
sviluppandosi lungo la Postumia (49 a.C.). Nel periodo
dell'impero, la città si arricchì di templi, di un acquedotto,
di ville e di un grande teatro.
Della romana Vicetia, restano le sue strade che si intersecano tra il cardo e il decumano (le attuali Contrà
del Monte e Contrà Porti e il Corso Palladio), le sue
piazze, i ponti Furo e delle Barche, il Criptoportico di
una villa sul fiume, la zona archeologica sotto la Cattedrale,
i mosaici pavimentali ritrovati in Piazza Biade.
Resti del teatro di Berga e del'acquedotto di Lobia
a nord della città.
Il diffondersi del cristianesimo arricchì Vicenza di
splendidi monumenti: la grandiosa basilica dei SS. Felice
e Fortunato, la chiesa d S. Giorgio in Gogna e, in
piena campagna l'abbazia di S. Agostino.
Sommario
Devastata dai barbari e quasi distrutta dal terribile Attila,
la città fu sede di un ducato al tempo dei Longobardi
e di una contea sotto i Franchi. Carlo Magno stesso
fu tra i visitatori del monastero di S. Felice.
Intorno al Mille cominciarono a governare Vicenza i vescovi
imperiali. La loro tirannide esasperò i vicentini
che si ribellarono e scacciarono gli oppressori; ebbe
cosi inizio per la città la vita del libero Comune (1164) e
un grande fervore edilizio ne segnò lo sviluppo.
Chi guarda ancora oggi la città dal P.le della Vittoria a
Monte Berico,la vede racchiusa tra le sue medioevali
mura, per lunghi tratti tuttora ben conservate,
attraversata dai suoi due fiumi Bacchiglione e Retrone, con
la grande macchia verde di Campo Marzo che la separa dal
colle e il parco Querini dalle moderne costruzioni.
Il cuore di Vicenza è dominato dalle masse imponenti della
Basilica palladiana e della Cattedrale, che con le sue verdi cupole sembrano aprirsi un varco tra la distesa dei tetti rossi delle case, delle chiese e dei palazzi.
Sommario
Piazza dei Signori come noi ora la vediamo, è il frutto di molti secoli di storia che hanno lasciato la loro
incancellabile impronta. Sull'angolo meridionale si alza la
Torre di Piazza, un tempo appartenuta alla famiglia Bissari
poi del Comune che vi installò, fin dal XIV secolo, il
primo orologio meccanico ad uso pubblico. Si affianca la
marmorea Basilica (1549), o palazzo della Ragione,
splendida costruzione-capolavoro di A. Palladio, il grande
architetto che fece di Vicenza una delle più belle città italiane del Rinascimento.
Sull'altro lato della piazza la possente Loggia del
Capitaniato (1571), pure del Palladio, e la lunga facciata
del Monte di pietà, un tempo interamente affrescata.
Completano il fascino di questa superba piazza le due
eleganti colonne del Redentore e di S. Marco che ricordano
l'Atto di Dedizione della città a Venezia (1404). Dal
Peronio (l'insieme delle Piazze dei Signori, delle Biade,
delle Erbe) partono a forma di stella le strade, lievemente
curve, a seguire l'andamento del terreno e dei fiumi. Sono
queste curve con le prospettiche facciate dei palazzi che
danno alla città l'aspetto di una grande scena di teatro, lo stesso che si può ammirare nelle scene fisse dell'Olimpico modellate dallo Scamozzi a loro immagine o nella pianta del 1580 nota come Pianta Angelica.
Sommario
Queste stesse strade sono state, in epoche diverse,
percorse da uomini illustri in veste di turisti e
visitatori. Per Vicenza passò Michel de Montaigne
definendola "piena di palazzi gentilizi" (1580);
l'architetto inglese Inigo Jones (1613) gira la città e i dintorni e annota le sue osservazioni di uomo di mestiere, esportando nel suo paese i moduli palladiani che tanta fortuna hanno incontrato in Europa e in America; W. Goethe non sa trattenere la sua ammirazione per il teatro Olimpico che definisce "indicibilmente bello (1786); molti "gli americani in vacanza a Vicenza" (per usare un'espressione
di G.Parise): fra tutti Dos Passos ed Hemingway che nella
terra Vicentina rimasero per un breve periodo tra il 1917 e
il 1918. Lungo le vie principali e nelle strade più
modeste, dovunque a Vicenza, sorgono magnifici palazzi.
Nessun'altra città forse può vantare di possedere tanti
artistici edifici a dimostrazione di quanto grande sia
stato sempre l'amore per la bella casa o, come lo chiamano
i vicentini stessi, il "mal della pietra".
Sommario
Al più elegante gotico fiorito appartengono il Palazzo
Braschi Brunello e il Palazzo da Schio detto la Cà d'Oro,
al rinascimento la casa Cogollo del Palladio e il Palazzo
Trissino ora Municipio, di V.Scamozzi, al Settecento il
Palazzo Zileri di O.Calderari, tutti su Corso Palladio.
L'inizio della via più' importante della città è segnato
da Palazzo Bonin Thiene Longare e dal frammento di Palazzo
Chiericati ora Museo Civico con la sua ricca Pinacoteca
impreziosita di opere di Tintoretto, Veronese, Tiepolo e
dei fiamminghi Memling e Van Dick.
Sommario
Via Porti, che ha come sfondo prospettico la Basilica di
Piazza dei Signori, allinea alcune delle più belle
dimore del gotico di terraferma tra le quali Palazzo
Colleoni Porto e Porto Breganze; su Corso Fogazzaro, antica
contrada del Pozzo Rosso, la splendida dimora dei
Valmarana, opera del Palladio e quella Repeta di F.Muttoni,
ora Banca d'Italia.
Sommario
Ricchissima un tempo di teatri, Vicenza ha conservato
quello che viene definito il più celebre del mondo:
l'Olimpico (1580).
I Gonzaga di Mantova lo utilizzarono come modello per la loro
sala degli spettacoli nella reggia di Sabbioneta e
Napoleone espresse la sua meraviglia affermando di trovarsi
in Grecia.
Sommario
Ineguagliabile è il patrimonio artistico delle chiese
vicentine: nel tempio gotico di S. Corona è possibile
ammirare il capolavoro di G.B. Bellini il "Battesimo di
Cristo" , "L'adorazione dei Magi", di P.Veronese e
l'incantevole visione di Vicenza, opera del Fogolino, nella
predella della Madonna delle Stelle. Di notevole interesse
anche il complesso dei restaurati chiostri di S.Corona.
Veri scrigni delle scuole pittoriche vicentine sono gli
oratori di S. Nicola, di S. Chiara e delle Zitelle. E'
ricca di storia e di reperti archeologici la Cattedrale
così come il tempio gotico di S.Lorenzo.
Sommario
La Basilica di Monte Berico, costruita sul luogo delle
apparizioni della Madonna a Vincenza Pasini, durante la
pestilenza del 1426/1428, è visitata ogni anno da milioni di pellegrini.
Sommario
Nelle vicinanze della città, sopra un colle o nella
pianura, i nobili vicentini alzarono alcune fra le più
belle ville del Veneto: la Valmarana ai Nani decorata da
Giambattista e Giandomenico Tiepolo e la celeberrima
Rotonda del Palladio.
Diceva uno scrittore:- Più che villa, la Rotonda ha la
grandiosità d'un tempio eretto alla natura, all'arte, alla
bellezza, da quel "vicentino" che fu giustamente chiamato
"il principe degli architetti"-.
[Pagina Precedente]